Il lunedì mattina di uno studio commercialista: cento PEC, una persona
Negli studi di commercialisti dove siamo passati, il lunedì mattina ha sempre la stessa faccia. Cento PEC accumulate nel weekend, e una persona che le registra a mano nel gestionale. Ecco come cambia con autocompila.

Pubblicato il 1 giugno 2026 — team autocompila
Negli studi di commercialisti dove siamo passati, il lunedì mattina ha sempre la stessa faccia. La segretaria (o il commercialista stesso, se lo studio è piccolo) apre la casella PEC e parte una specie di lavoro a catena di montaggio.
F24 ricevuti. Certificati di malattia inoltrati. Avvisi bonari dell'Agenzia delle Entrate. Contratti firmati. Comunicazioni dell'INPS. Cento, centocinquanta messaggi accumulati nel weekend, ognuno con uno o due allegati.
Per ognuno la stessa sequenza: aprire l'allegato, capire chi è il cliente, di cosa si tratta, qual è la scadenza, e registrarlo nel gestionale dello studio sotto la pratica giusta.
Due minuti a PEC. Per cento PEC sono oltre tre ore. E le tre ore in cui la persona più cara dello studio fa data entry sono le tre ore in cui non risponde al telefono, non saluta i clienti che entrano, non controlla le cose importanti.
Cosa c'è dentro una PEC, davvero
Se ci fai caso, il 90% delle PEC che entrano in studio sono di quattro tipi:
- Documenti dall'Agenzia delle Entrate (avvisi bonari, intimazioni, comunicazioni di compliance)
- Documenti dall'INPS (DURC, certificati, comunicazioni contributive)
- Fatture passive dei clienti (per chi tiene la contabilità)
- Comunicazioni firmate dai clienti (contratti, deleghe, F24 autorizzati)
Tutti documenti strutturati. C'è sempre un codice fiscale o una partita IVA da qualche parte. C'è sempre una data, un importo, un protocollo. Il formato cambia, ma i campi che ti servono per registrarli nel gestionale sono sempre gli stessi.
Per una persona è noioso, ma fattibile. Per autocompila è esattamente il tipo di lavoro per cui è stato pensato.
Il flusso, dopo
Quando autocompila è configurato sul gestionale di studio, il lunedì mattina diventa così:
- La casella PEC viene letta da autocompila (in lettura, senza toccare le mail — le PEC restano dove sono)
- Per ogni allegato, autocompila identifica il tipo (F24, DURC, avviso bonario...) e il cliente (dal codice fiscale o dalla partita IVA)
- Apre il gestionale di studio sulla pratica del cliente, crea la voce corretta (scadenza, allegato, categoria), e si ferma sull'anteprima
- La segretaria scorre le anteprime. Per le PEC standard conferma, per quelle anomale apre l'allegato e decide a mano
Le tre ore diventano quaranta minuti, e quei quaranta minuti li passi a guardare le anomalie — non a ribattere il codice fiscale del cliente per la millesima volta.
Le PEC che restano a mano
Non tutte le PEC le passa autocompila in automatico. Quelle che contengono testo libero (una mail del cliente che spiega una situazione strana, una comunicazione di un collega) restano da leggere a mente.
Va bene così. Quelle sono le PEC dove il valore del commercialista sta nel leggere e capire, non nel ricopiare. autocompila si toglie di mezzo, e tu ti concentri lì.
Per chi vale la pena
Se nello studio entrano meno di dieci PEC al giorno, autocompila non vi serve — il setup non si ripaga.
Se ne entrano trenta, cinquanta, cento, allora il lunedì mattina è il momento in cui ve ne accorgete più di tutti. Provate a contare quante ne avete ricevute lunedì scorso. Se vi siete fermati a contare perché erano troppe, iscriviti alla beta.
Provarlo
Stiamo lavorando con i primi studi pilota in Romagna.
Mezz'ora a telefono o passiamo in studio: iscriviti alla beta.
Grazie mille, team autocompila